Errori da non fare quando ci si dedica al decluttering

Settembre oramai lo abbiamo capito porta aria nuova, di cambiamento e rinascita. Poi però ci rinchiudiamo nelle nostre case (e giustamente perché porta anche aria di pioggia e freddo) e ci ritroviamo sommersi di oggetti inutili che riempiono le nostre stanze e la nostra mente. Così tutto l’effetto benefico della rinascita settembrina (come di quella primaverile o di quella sansilvestrina… un po’ di tutte le rinascite insomma), sfuma via come il vento che si è alzato in questi giorni.


È proprio per evitare che questo accumulo di oggetti soffochi la vitalità della mia famiglia che, nonostante il “messy” sia tornato di moda, ho deciso di dare per prima io il buon esempio e iniziare il lungo processo che spero porterà più ordine e leggerezza nella mia vita, una sorta di decluttering, insomma. Una sorta perché per divenire una vera seguace del metodo Konmari, dovrei seguire alla regola tutti i punti indicati dalla guru Marie Kondo… Ma io mi conosco, ho la costanza di una falena, e quindi in due minuti starei già seduta sul divano a leggere l’evolversi della situazione metereologica statunitense, solo perché nella pila di vestiti estratti dall’armadio ho ritrovato i pantaloni comprati nella boutique newyorkese (no, in realtà da H&M, ma va bene uguale…).

Se dunque potrò raccontarvi e spiegarvi nel dettaglio le regole del decluttering e del riordino solo quando maturerò un po’ di più, di certo ad oggi una cosa la posso fare: elencarvi i 3 errori nei quali non cadere quando ci si approccia a questo processo, per far in modo che non si parti sapendo già di per certo che sarà una catastrofe.

Errori da non commettere quando si inizia col decluttering: avere fretta


Un lungo processo: il decluttering ho scoperto non è una passeggiata, un gioco da ragazzi da fare ad occhi chiusi ed in pochi secondi. Pensate anche solo al riordino del guardaroba: per fare tutto correttamente si devono estrarre tutti i vestiti dall’armadio, guardarli uno ad uno, capire quali tenere e quali no e perché, fare la riverenza, far la penitenza, guardare in su, guardare in giù, reinserire tutto nell’armadio con un certo criterio e secondo precise modalità…
Nel frattempo fuori è tornata la primavera.

No, sto scherzando, è fattibile, ma non ci si deve approcciare con fretta e superficialità, si correrebbe il rischio di non seguire bene i singoli passaggi, buttare capi che in realtà sono per noi importanti e viceversa.

In poche parole, se volete incamminarvi sulla strada indicata dalla fantastica Kondo, prendetevi un giorno o due di ferie e affidate i nanetti a nonni e baby sitter, avrete bisogno di calma e relax.

Errori da non commettere quando si inizia col decluttering: non programmare

Già, uno pensa: che vuoi che sia, prendo tutti i vestiti (sì, rimaniamo in ambito abbigliamento, anche se il metodo Konmari si applica praticamente a tutto, dai libri ai rotoloni da cucina), scarto quelli che non uso o non mi piacciono più, butto tutto nuovamente nell’armadio e poi è finita lì…

Senza una corretta organizzazione degli spazi in realtà dopo neanche due giorni vi ritroverete nuovamente sommerse da oggetti inutili, specialmente se in periodo di saldi e con una gita al centro commerciale più vicino già organizzata.

Quando decidete di riordinare casa, dovete prevedere che le fasi più lunghe saranno quelle del pre e del post selezione. Esatto: prima vi consiglio di sedervi e riflettere con carta e penna in mano riguardo cosa davvero vi serve e quali siano gli spazi che avrete poi da riempire nuovamente, per organizzarvi in anticipo nel caso abbiate bisogno di nuovi accessori per meglio organizzare il vostro guardaroba (i ripiani o le scarpiere sospese è meglio che li compriate prima di cominciare, piuttosto che ritrovarvi con l’idea in testa e le scarpe in giro per tutto il corridoio – provato sulla mia pelle, naturalmente…).

Credetemi però, anche il post non è da sottovalutare. Abbiamo finalmente deciso cosa tenere ed ora? Ributtiamo tutto a casaccio, ad muzzum come dico io, in un armadio colmo in attesa che una fata turchina faccia apparire una giapponese amante degli origami che pieghi e stiri i nostri vestiti?
Meglio decidere in anticipo se dividere i capi per colore o per stagionalità, certamente sarà più facile finire il decluttering senza dolori.

Errori da non commettere quando si inizia col decluttering: volerlo fare da soli


Questo è un errore che dedico agli eterni indecisi come me. Come vi dicevo, la mia soglia di attenzione quando si parla di riordino è pari o forse inferiore a quella di mia figlia di neanche un anno, se poi unite questo al fatto che anche solo per comprare il detersivo per i piatti ho bisogno di qualcuno che mi aiuti a scegliere se è meglio quello all’aroma di limone verde o quello al profumo di mandarino… Capite che per me il decluttering potrebbe essere un cammino fallito in partenza.

Difatti, un giorno ho deciso di cominciare quest’avventura, ho preso tutti i vestiti e, da sola nella mia stanzetta ho cominciato a selezionare. Risultato? Tranne un paio di pantaloni alla zuava rossi che non ho capito in che momento mistico ho comprato, tutto il resto è rimasto appeso dietro alle ante. Risultato: meno di zero. Tempo impiegato: una decina di ore.

La settimana dopo ho preso mia madre, l’ho fatta sedere sulla poltrona affianco a me e le ho detto: “Aiutami!”. Risultato? In neanche un paio di ore, una cesta piena di vestiti che non indosso più da una decina di anni e che certamente dopo due gravidanze non indosserò mai più, scartati (e donati a mia madre che, come premio, si è ritrovata diverse paia di pantaloni ancora con cartellino attaccato, che riesce ad indossare ancora come misura… Ne ha tratto vantaggio anche lei, insomma). Ed un armadio che finalmente respirava!

Anche chi è troppo impulsivo potrebbe aver bisogno di aiuto: il rischio in questo caso sarebbe opposto: prendere tutti i capi e lanciarli in un cassonetto o donarli a destra e a manca e poi ritrovarsi senza un paio di jeans per andare a far la spesa.

Questi secondo me i tre errori principali da non commettere quando si decluttera (Dante e Manzoni in questo momento si stanno rigirando nella tomba, ma adoro il suono di questa parola inglese declinata in italiano…).


E secondo voi invece quali sono gli errori da non commettere quando si inizia il metodo Konmari?