Io e i social, noi e i social

Tutte le volte che andiamo in spiaggia o si parla di mare e bagnanti, i miei suoceri hanno sempre la solita battuta pronta in tasca (sì, sono abbastanza ripetitivi a volte… Peccato non se ne rendano conto…):

“Sotto l’ombrellone, rilassati sui loro lettini, tra coloro che ti affiancano non troverai mai operai o manovalanza: tutti impiegati o meglio dirigenti di grandi aziende diventano!”.

Perché in vacanza ci vanno solo quadri e imprenditori? No, affatto! E’ che non appena possibile, non appena attorno a noi ci sono persone che non ci frequentano nel quotidiano, ecco che tutti improvvisamente scaliamo le vette dell’alta società (ma si chiamerà ancora così?) e “pompiamo” un pochetto la nostra effettiva condizione. Che poi cosa ci sia di disdicevole nello ammettere di essere un semplice salariato lo sanno solo loro…


Lo stesso succede su internet, sui vari social che da qualche anno a questa parte sono la modalità d’espressione preferita da tutte le età. Instagram, Facebook, Twitter: oramai per molti di noi (me compresa, lo ammetto), i social network sono il metodo migliore per riuscire a rimanere aggiornati sulla evoluzione della vita di molte persone che abbiamo incrociato nel corso della nostra esistenza e che per i più svariati motivi non riusciamo ad incontrare a quattrocchi nella vita vera.

Così scopriamo che nostri coetanei (parlo della generazione dei trentenni) passano ancora i week end a far bisboccia in locali da urlo, con fisici stupendi, cocktail da urlo e vestiti all’ultima moda. O ancora che vivono in case stupende, che nemmeno la disposizione dei loro mobili l’avesse progettata Renzo Piano, o fanno il lavoro dei loro sogni, che li fa guadagnare cifre da urlo e li impegna due ore al giorno o poco più.

Party perfetto... E tu sei a casa con i bigodini e la copertina di pile...
Tutto questo mentre è sabato sera, e tu sei lì, nel tuo bilocale trasformato in trilo arredato con mobili Ikea (Billy my love), raffreddata, non vedi una discoteca – pub – lounge bar da almeno tre anni o poco più, e lavori in un ufficio nell’hinterland milanese (che adori, intendo sia ufficio che colleghi, ma è sempre disperso nel nulla dell’hinterland milanese)…

Se poi sei mamma come me, è meglio che proprio la pagina dei Social non la apri proprio: tutte le mamme che postano loro foto sono sempre perfette, con trucco appena fatto e capelli appena acconciati – naturalmente senza un filo bianco e possibilmente biondi e lisci, i loro figli sorridono sempre e fanno sempre attività super mega stra fichissime e divertentissime. Naturalmente non te lo dico nemmeno che in realtà tu sei lì, con capelli arruffati e tenuti insieme dal mollettone della nonna, struccata (un eye liner che cos’è?), in tuta (no, questo non lo faccio, ma so che molte di voi in realtà indossano anche adesso questa mise), la casa un disastro perché l’attività più divertente che hai fatto oggi è stato inseguire per tutta la sala tuo figlio/a che lanciava peluche e giocattoli in tutti gli angoli.

Ma quanto può durare questo ordine con un bimbo o più?
Pochi giorni fa ero al bar (sì, sono fortunata, lo so, due figlie piccole e riesco ancora a ritagliarmi qualche minuto di relax al bar, a gustarmi un buon cappuccino… Ma se mi togliete anche quello impazzisco!) ed ecco che incontro una conoscente che non vedo da diversi mesi. Saluti, convenevoli e poi la frase, le sue parole:

“Come va? Ma no, lo so che va bene, ti vedo sempre su internet!”

Già, perché nella pagina ti metto la foto con due nanette che strepitano ai miei piedi perché vogliono mangiare/dormire/hanno mal di pancia/gli scappa la pipì/avevano semplicemente voglia di piangere/mille altri motivi che non sapremo mai? Non credo proprio!

Comunque care mamme, un consiglio: se non volete morire a causa dell’invidia e del senso di inferiorità, non accedete mai a Pinterest! E’ una delle mie fonti di idee preferite per i post del blog relativi a casa e feste, ma credetemi, quelle case così perfette non sono affatto in alcuni casi replicabili nella vita vera… Mettiamoci il cuore in pace e godiamoci la vita per quello che è…

Perché il vero bello è nel quotidiano – no, non è retorica, è la semplice realtà!



Ho scritto questo post ispirata dall'iniziativa di Puramentesally, dedicata a tutte le blogger che volevano aprire il loro cuore e parlare della loro relazione con i social media... E la vostra qual è?